Il dato vale
quanto vale
chi lo preleva.
Un campionamento mal progettato o mal eseguito produce numeri che non dicono nulla — o peggio, rassicurano a torto. I nostri tecnici sono formati e qualificati sui protocolli di prelievo, e ogni campione viene analizzato da laboratori accreditati ACCREDIA.
Il prelievo è un atto
tecnico, non una
commissione.
La differenza fra un campione rappresentativo e un campione inutile sta in dettagli che non si improvvisano: punto di prelievo, tempo di scorrimento, temperatura al momento del prelievo, disinfezione o meno del terminale, contenitore, neutralizzante, temperatura e tempi di trasporto.
- Personale formato sui protocolli di campionamento delle Linee guida 2015 e delle norme UNI EN ISO di riferimento
- Distinzione fra prelievo post-flussaggio (stato della rete) e primo getto (esposizione reale dell’utente)
- Registrazione in campo di temperatura, cloro residuo e condizioni al momento del prelievo
- Catena di custodia documentata dal punto di prelievo al laboratorio
- Aggiornamento continuo del personale su metodiche e revisioni normative
- Piano di campionamento progettato sull’obiettivo, non sul numero minimo di campioni
Metodi accreditati,
rapporti di prova
difendibili.
Ci appoggiamo esclusivamente a laboratori accreditati ACCREDIA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Non è un dettaglio burocratico: il rapporto di prova di un laboratorio accreditato regge davanti all’autorità sanitaria, in un audit di accreditamento e in sede giudiziale.
Per la Legionella il riferimento è la UNI EN ISO 11731; per i parametri di potabilità le metodiche indicate dal D.Lgs 18/2023 e dai rapporti ISTISAN. Il risultato non arriva mai come numero isolato: lo leggiamo nel contesto impiantistico e ne traduciamo le conseguenze operative.
Che cosa cerchiamo
nell’acqua.
Il pannello analitico si costruisce sull’obiettivo: sorveglianza antilegionella, verifica di potabilità, controllo post-bonifica o indagine su un caso clinico richiedono parametri diversi.
Legionella spp. e L. pneumophila
Ricerca e conteggio secondo UNI EN ISO 11731, con sierogruppizzazione su richiesta. Il parametro cardine di ogni piano di controllo.
Pseudomonas aeruginosa
Indicatore di biofilm e di criticità nei terminali, determinante nelle aree a pazienti fragili e nei circuiti di acqua ad uso sanitario.
Enterococchi intestinali
Indicatore di contaminazione fecale, parametro microbiologico obbligatorio per la potabilità.
Escherichia coli e coliformi
Indicatori di contaminazione e di integrità della rete di distribuzione interna.
Carica batterica totale a 22 e 36 °C
Indicatore generale dello stato igienico della rete e dell’efficacia dei trattamenti.
Parametri chimici e piombo
Metalli, durezza, cloriti e clorati, sottoprodotti della disinfezione, piombo dai materiali della rete interna.
Quello che l’acqua
non racconta.
La contaminazione microbiologica di un edificio non passa solo dall’acqua. Aria e superfici raccontano lo stato degli impianti aeraulici, delle procedure di pulizia e degli ambienti a rischio.
Aria: carica batterica totale
Campionamento attivo su terreno con campionatore ad impatto ortogonale, per unità di volume: la misura di riferimento dello stato igienico dell’ambiente.
Aria: muffe, lieviti e spore fungine
Ricerca e conteggio delle colonie fungine aerodisperse con identificazione dei generi: Aspergillus, Cladosporium, Penicillium, Alternaria, Fusarium.
Aria: particolato e polveri
Determinazione delle polveri aerodisperse e verifica dell’efficienza dei sistemi di filtrazione.
Superfici: cariche microbiche
Tamponi e piastre a contatto su superfici critiche, con conteggio della carica batterica totale e della carica fungina.
Superfici: patogeni indicatori
Ricerca mirata di stafilococchi, enterobatteri e altri indicatori nelle aree sanitarie, nelle cucine professionali e negli ambienti a contaminazione controllata.
Condotte e unità terminali
Campionamento delle superfici interne delle condotte, delle batterie e delle bacinelle di condensa a supporto della valutazione igienica dell’impianto.
Controlli interni
secondo il decreto
del febbraio 2023.
Il D.Lgs 18 del 23 febbraio 2023 recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e porta la responsabilità della qualità dell’acqua fin dentro l’edificio: il gestore idrico risponde fino al punto di consegna, dal contatore in poi risponde il proprietario o il gestore della struttura.
- Controlli interni sui sistemi di distribuzione interni agli edifici, oltre il punto di consegna
- Parametri microbiologici, chimici e indicatori secondo gli allegati al decreto
- Attenzione specifica a Legionella e piombo negli edifici prioritari
- Impostazione del piano di monitoraggio operativo e di verifica integrato nel PSA
- Valutazione dei materiali a contatto con l’acqua destinata al consumo umano
- Reportistica pronta per il confronto con ASL e gestore idrico
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