AQUAMATER

Servizi · Campionamenti e analisi

Il dato vale
quanto vale
chi lo preleva.

Un campionamento mal progettato o mal eseguito produce numeri che non dicono nulla — o peggio, rassicurano a torto. I nostri tecnici sono formati e qualificati sui protocolli di prelievo, e ogni campione viene analizzato da laboratori accreditati ACCREDIA.

Tecnici formati e qualificati

Il prelievo è un atto
tecnico, non una
commissione.

La differenza fra un campione rappresentativo e un campione inutile sta in dettagli che non si improvvisano: punto di prelievo, tempo di scorrimento, temperatura al momento del prelievo, disinfezione o meno del terminale, contenitore, neutralizzante, temperatura e tempi di trasporto.

Tecnico durante il prelievo di un campione d'acqua in centrale termica
Piastra di coltura con colonie batteriche durante l'analisi microbiologica
Laboratori ACCREDIA

Metodi accreditati,
rapporti di prova
difendibili.

Ci appoggiamo esclusivamente a laboratori accreditati ACCREDIA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Non è un dettaglio burocratico: il rapporto di prova di un laboratorio accreditato regge davanti all’autorità sanitaria, in un audit di accreditamento e in sede giudiziale.

Per la Legionella il riferimento è la UNI EN ISO 11731; per i parametri di potabilità le metodiche indicate dal D.Lgs 18/2023 e dai rapporti ISTISAN. Il risultato non arriva mai come numero isolato: lo leggiamo nel contesto impiantistico e ne traduciamo le conseguenze operative.

Non consegniamo un numero
Ogni rapporto di prova è accompagnato da una nota tecnica che spiega che cosa il dato significa per quell’impianto, se richiede un’azione immediata, e quale.
Analisi acqua

Che cosa cerchiamo
nell’acqua.

Il pannello analitico si costruisce sull’obiettivo: sorveglianza antilegionella, verifica di potabilità, controllo post-bonifica o indagine su un caso clinico richiedono parametri diversi.

Legionella spp. e L. pneumophila

Ricerca e conteggio secondo UNI EN ISO 11731, con sierogruppizzazione su richiesta. Il parametro cardine di ogni piano di controllo.

Pseudomonas aeruginosa

Indicatore di biofilm e di criticità nei terminali, determinante nelle aree a pazienti fragili e nei circuiti di acqua ad uso sanitario.

Enterococchi intestinali

Indicatore di contaminazione fecale, parametro microbiologico obbligatorio per la potabilità.

Escherichia coli e coliformi

Indicatori di contaminazione e di integrità della rete di distribuzione interna.

Carica batterica totale a 22 e 36 °C

Indicatore generale dello stato igienico della rete e dell’efficacia dei trattamenti.

Parametri chimici e piombo

Metalli, durezza, cloriti e clorati, sottoprodotti della disinfezione, piombo dai materiali della rete interna.

Analisi aria e superfici

Quello che l’acqua
non racconta.

La contaminazione microbiologica di un edificio non passa solo dall’acqua. Aria e superfici raccontano lo stato degli impianti aeraulici, delle procedure di pulizia e degli ambienti a rischio.

Aria: carica batterica totale

Campionamento attivo su terreno con campionatore ad impatto ortogonale, per unità di volume: la misura di riferimento dello stato igienico dell’ambiente.

Aria: muffe, lieviti e spore fungine

Ricerca e conteggio delle colonie fungine aerodisperse con identificazione dei generi: Aspergillus, Cladosporium, Penicillium, Alternaria, Fusarium.

Aria: particolato e polveri

Determinazione delle polveri aerodisperse e verifica dell’efficienza dei sistemi di filtrazione.

Superfici: cariche microbiche

Tamponi e piastre a contatto su superfici critiche, con conteggio della carica batterica totale e della carica fungina.

Superfici: patogeni indicatori

Ricerca mirata di stafilococchi, enterobatteri e altri indicatori nelle aree sanitarie, nelle cucine professionali e negli ambienti a contaminazione controllata.

Condotte e unità terminali

Campionamento delle superfici interne delle condotte, delle batterie e delle bacinelle di condensa a supporto della valutazione igienica dell’impianto.

Potabilità · D.Lgs 18/2023

Controlli interni
secondo il decreto
del febbraio 2023.

Il D.Lgs 18 del 23 febbraio 2023 recepisce la direttiva (UE) 2020/2184 e porta la responsabilità della qualità dell’acqua fin dentro l’edificio: il gestore idrico risponde fino al punto di consegna, dal contatore in poi risponde il proprietario o il gestore della struttura.

Infografica sul Piano di Sicurezza dell'Acqua secondo il D.Lgs 18/2023
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